Friday, March 10, 2017

Podcast puntata 10 marzo 2017 (intervista ad Alberto Turra)

La copertina dell'ultima uscita di Alberto Turra, "Filmworks"
Pubblichiamo dopo un lungo silenzio da parte nostra un nuovo post, questa volta dedicato a un musicista che si e' prestato ad una piacevolissima chiacchierata telefonica, ovvero Alberto N.A. Turra. L'occasione e' l'uscita dell'essenziale "Filmworks", pubblicato da Felmay records. Per restare aggiornati sulle attivita' di Alberto potete visitare anche il suo curato blog. E' un piacere vederlo imbracciare la sua chitarra, in certe foto in cui appare talvolta come un giovane Eric Clapton o uno stralunato Captain Beefheart. Comunque sia, Alberto da prova di doti compositive e interpretative che lo rendono un artista poliedrico e capace di suggestionare l'ascoltatore fin dal primo ascolto. Il resto lo dice la musica avvolgente e le entusiaste parole di Alberto, protagonista indiscusso di questa puntata di UP! condotta dal sottoscritto Nichy D'Andrea. Trovate la puntata e diverse altre interviste cliccando qui. Si tratta del nostro profilo su archive.org. Mi riprometto di pubblicare diverse puntate storiche di UP! in mio possesso sulla stessa pagina, quindi, come sempre, stay tuned!
Buon ascolto!
Nichy D'Andrea

Friday, January 29, 2016

Podcast puntata UP! 22/01/2016 (Tributo a David Bowie)

David immerso nella lettura

Pubblico il podcast della difficile puntata andata in onda la settimana scorsa su UP! (Radio Onde Furlane, ascoltabile anche in streaming su www.ondefurlane.eu). Una puntata onestamente difficile da ultimare in cui ho cercato di proporre cover sia eseguite da David Bowie (ad esempio "Cactus" dei Pixies, dal vivo con Moby) che da altri artisti in omaggio al duca bianco in tempi non sospetti (Stone Temple Pilots, Of Montreal, Edwyn Collins e altri) ma anche pezzi meno noti e diverse tracce del suo ultimo lavoro, "Blackstar". Una cavalcata tra le epoche e i ricordi. A proposito quali sono i vostri primi ricordi legati a DB? I miei non possono che essere legati ai primi anni '80, nacquero e si impressero in me guardando i video di "Ashes to ashes", "Let's dance", "Loving the alien", ascoltando la claustrofobica "This is not America", scritta insieme a Pat Metheny o la scanzonata "Blue Jean". Dischi e video che mi ricordano anni di piombo, gli anni della guerra fredda, con lo spettro di una fine imminente, del "day after". Il recupero dei capolavori degli anni '70 arrivo' con la maggiore eta', poco a poco. E poi Fripp, Bolan, Iggy Pop, Lou Reed: gente che ha ripreso a suonare grazie a lui, gente che rinacque con le sue produzioni, scrivendo insieme a lui, che trovo' nuovi stimoli e scintille con la sua guida. I troppo sottovalutati Tin Machine, che ascoltavo mentre andavo a lavorare in fabbrica d'estate con mio fratello (che me li fece scoprire), a 15 anni. David che balla "in strada" al ritmo di Motown con Mick Jagger. Il ragno di vetro, il chiaro di luna "serioso"Gli "strani" e sperimentali anni a Berlino a meta'/fine anni '70. "Heroes" con la chitarra aliena di Robert. Il mistero degli ultimi giorni. La passione per il cut-up e l'amicizia con William Burroughs. Outside/Inside (?)

Ma Bowie non era tutto qui naturalmente. Ci saranno dischi di inediti che verranno pubblicati in futuro, mentre si scriveranno enciclopedie su questo trasformista, su come ha cambiato la moda e ha aiutato a liberare i nostri sensi e la nostra sensualita', su tutti gli artisti che ha influenzato, da Morrissey agli Suede, arrivando a Kevin Barnes e oltre. Parliamone ma soprattutto... Buon ascolto!


Saturday, August 1, 2015

UP! Radio show - Podcast Puntata del 31/07/2015 per Pietrasonica 2015!

In attesa dell'inizio delle "ostilita' del secondo giorno di Pietrasonica 2015, postiamo la registrazione intera della puntata di UP! (Radio Onde Furlane) di ieri, venerdi' 31/07, condotta da Nichy D'Andrea e ultima prima della pausa estiva. Inserisco un aggiornamento sulla line-up di oggi di cui non mi ero accorto, e me ne scuso con ascoltatori e lettori: "i Dala Sun non potranno convolare al Festival delle nostre e vostre sinapsi annodate, a prender la posizione di Headliner ci saranno i maggici capitolini L'Ira Del Baccano, che vi stregheranno senza troppi complimenti" (Piotre)

Ecco la registrazione con relativa scaletta completa:




Intervista a Piotre Benton e a Federico Londero del direttivo Pietrasonica
VEUVE - The third sun sets
FAKIR THONGS - Habanero
SENDELICA - Magical Ninin (live 2014)
L'IRA DEL BACCANO - The infinite improbability drive pt. 2
MOTHER ISLAND - Sirbonzodequincey
BLACKOUTT - Nitro (Behind)
3 EYES LEFT - Lucifer brightest in the sky
KING HOWL - Old friend blues
YAMA - Migraine city
PARCO LAMBRO - Not for you
DALA SUN - Electric Magician/Saladun theme

Per ulteriori informazioni cliccate qui



Wednesday, July 29, 2015

Pietrasonica 2015 - Intervista a Piotre Sangoi e a Federico Londero!

Torniamo dopo una pausa per presentare la nuova edizione di Pietrasonica con un'intervista tenuta a Tarcento il 17 luglio 2015.

Ho incontrato in tale occasione Piotre e Federico del direttivo del festival per scambiare due chiacchiere sull'evento che si svolgera' questo venerdi' 31 luglio e sabato 1 agosto ad Osoppo (UD) - Sul sito web di Pietrasonica troverete ulteriori dettagli.

Da anni un must per gli amanti dello stoner, dell'heavy blues, della psichedelia ma anche del prog piu' granitico, Pietrasonica giunge alla settima edizione grazie all'impegno dei suoi curatori, alla passione per la musica lontana dagli schemi di mercato e a una risposta di pubblico in continuo aumento! Se non bastasse i prezzi modicissimi d'ingresso (5 euro al giorno), la possibilita' di camping gratuito, l'offerta culinaria a 360 gradi e la "pietra del disco" rendono l'evento ancora piu' appetibile! Il tutto una cornice unica a livello paesaggistico...

Non mancate! (in English after the jump)


Wednesday, February 18, 2015

Non-inverno e Visioni Americane (Some Kind of Winter and American Visions)

Charles Bukowski
Iniziamo dando un caloroso ben tornato al nostro guest-blogger Electric Woden!

Assente da un po’, il Woden ritorna, abbastanza a suo agio, in questo inverno - non inverno.

Sopravissuto alle feste di fine anno, tra paganesimi farlocchi e smarrimenti di oggetti elettronici; sopravissuto soprattutto grazie a delle sane letture: Charles Bukowski e Aldous Huxley.
Due scrittori diametralmente opposti – ma entrambi umani, così umani.

Eccolo qua, il Chinaski, cinico e distaccato: “Spesso porto con me cose da leggere, così non devo guardare la gente” (“I often carry things to read, so that I will not have to look at the people”) -da Le Poesie Dell'ultima Notte Della Terra, versione italiana di Minimum Fax, 2004.

Oppure, sempre il Bukowski: “La mia ambizione è limitata dalla mia pigrizia” (“My ambition is handicapped by laziness”) -da Factotum, SugarCo, 1975.

E, con la stessa intensità, lirico e romantico: “Ti amai come un uomo ama una donna, e non la tocca mai, soltanto le scrive, e tiene piccole fotografie di tutto questo” (“I loved you like a man loves a woman he never touches, only writes to, keeps little photographs of it”) -da L'amore E' Un Cane Che Viene Dall'inferno, SugarCo, 1978.

Ed anche “l’anima libera è rara, ma te ne accorgi quando la vedi – fondamentalmente perchè stai bene, molto bene quanto ti è vicina” (“the free soul is rare, but you know it when you see it - basically because you feel good, very good, when you are near or with them”) -da Storie Di Ordinaria Follia, Feltrinelli, 1975.

In questi larvati pomeriggi di gennaio, il Vostro riscopre un disco di pochi mesi fa: Barragán dei Blonde Redhead. Questo album che e' il loro primo in quattro anni, continua una serie fortunata di pubblicazioni e contiene la traccia “The One I Love”:


Una chitarra acustica minimale, e la voce di Kazu Makino che si appoggia, pigra, a una melodia sfilacciata, e sembra quasi che stia cantando in una piccola stanza, in un appartamento – guardinga e sommessa, come se non volesse farsi sentire dai vicini di casa. Gli stessi suoni elettronici, d’ambiente, danno la stessa idea. Il video stesso porta quest’idea, anche se girato quasi tutto in esterni.

L’Elettrico, questa volta così vintage e postmoderno, si congeda suggerendo di cogliere l’essenziale, quando non ci si rende conto dei particolari: un po’ come la tremenda Lara Antipov, ne Il dottor Zivago:



 Saranno i tempi sbandati.

A presto.

Otd:

1885 – Mark Twain pubblica “Le Avventure di Huckleberry Finn”. Tutti (o quasi) abbiamo voluto un amico come lui.
1929 – nasce George Kennedy, attore. Strepitoso - era l’indimenticato Dragline di “Nick Mano Fredda” (1967).

By Electric Woden


English after the Jump!


Monday, January 26, 2015

Off The Record: Interview with Patrick Bower


Patrick Bower by Kimi Selfridge 
Pop music, as we all understand, is a very generic term that defines a wide range from Nancy Sinatra to XTC... Once upon a time the latter, the Swindon-based combo proclaimed its own definition through a song, releasing it as "This is Pop" in 1978. Their music remained simple but creeped into more complicated and cerebral depths. Musicians that can manage to maintain an inventive and unique style within the claustrophobic boundaries of Pop barely reach the surface as the genre tends to suffocate and deflate the creative element these artists thrive on.
Like XTC, musician Patrick Bower has a clever take on Pop, his music uses reflective and sophisticated imagery that doesn't clash with the simplicity within the songs.

Rising from Brooklyn, New York--the same part of the world that gave us artists like Citizen Cope, Yeasayer, Grizzly Bear, and The National--Bower's intimate sound fuses a melodic take on a dark crooner's perspective.

Patrick Bower's full discography journeys through intellectual overtness and subdued passion. He manages to mix his influences such as Velvet Underground and Harry Nilsson into a mature progression of Pop that envelops the listener into an acoustic ambiance. He has released three albums--2008's Beach Closed, Patrick Bower & The World Without Magic (2009), and Pink Room (2012). Bower has also released an EP in 2010 The Dark Lord (of Love) and a series of singles in 2014. We interviewed Bower back in December on the heels of his latest single, "My Heart is a Knife".

UKN: Your music seems to draw influences from Aztec Camera to experimental/psychedelic rock. What can you tell us about your musical evolution and early experiences?

PB: When I was a little kid, I’d rent VHS tapes of old Hollywood musicals from my local library. They'd feature songs by Cole Porter and Irving Berlin, which I think gave me an appreciation for a clever turn of phrase. They also helped me understand how music can transform mood and how images and sound work together. Disney movies, too. I also remember hearing “Lady in Red” by Chris De Burgh and “I’m not in Love” by 10cc on the light rock radio my parent’s would listen to. This music was just as dramatic and romantic as the songs in a Fred Astaire movie, and I loved it all. They felt like transmissions from an alien world.

But it was really the early Beatles music that made me realize that actual human beings could make these sounds. The Beatles are complicated, but they appear simple, so that’s when I began to think that I could be a part of it.

But my parents didn't want me to listen to the later, druggy Beatles music. This is important, because by placing certain human expression into categories of the dangerous and the forbidden, they enforced its power and imbued it with even greater mystery and allure. So when I would secretly convince my uncle to burn me a copy of The White Album, I felt like I was making my spirit vulnerable to occult messages and learning the ingredients to a magic spell. I was right.

And like a lot of confused, isolated adolescents, I wanted to get out of my own head at all costs. When I was 15, I heard Transmissions from the Satellite Heart by The Flaming Lips. It was a revelation. From there, I worked backward into the history of experimental rock, which led to Daniel Johnston, The Velvet Underground, Scott Walker, Moondog and so on. And I did most of it in secret. Everybody else was listening to The Smashing Pumpkins or Weezer.

But I’ve never heard of Aztec Camera. I’ll check it out. I’m always learning.

Patrick Bower & The World Without Magic (2009) 
UKN: Why have you decided to release a series of singles in 2014 instead of a full album?
PB: Albums are great, especially if they have a unifying purpose or a theme. But, among other things, an album is something to sell, a commodity. I’m not affiliated with a record label right now, so I don’t see much point in packaging myself for record stores. And when it comes down to it, people listen to songs, not albums, especially over the past decade. I’d rather release a few songs that people listen to closely than a whole album that most people will skim. I want each song to get its due. It also suits my lifestyle at the moment. I’m busy. But if a record label wants to release some songs, I'd be happy to make another record.


UKN: How do you normally compose your music? What drives you to write new songs nowadays? Do books inspire you?

PB: When I decide to work on a batch of songs, I make a schedule for myself. I get up early everyday, make coffee and head to my studio with a notepad. I use my iPhone to record bits of melodies so I don’t forget them. I revise and revise and revise. And yes, books often keep me going. Phrases, ideas and moods will often spark something that leads me to a song. Roberto Bolaño has a particularly poetic, musical way of thinking and writing that has interested me lately.

I think I write songs today for the same reasons I always have. I just need to make sense of things. Consciousness and be present have always been problematic for me. One question leads to the next, and I’m still working it out. I think everyone feels this way to some degree, but they may deal with it in ways that are more practical and productive. Or successfully ignore it. For me, I just make little songs that help articulate what it’s like for this particular human being to be alive, while it lasts.



UKN: I read your life in bands hasn't been very lucky in the past, unfortunately. What are your thoughts and memories about those experiences?

PB: I think I've been lucky, in most ways. I'm lucky to have worked with so many wonderful musicians. Some relationships ran their natural course and ended, others continue. Most were artistically successful. It’s hard to keep a gang of busy adults together. I’m not a gang leader anymore, if I ever was one. Anyway, none of my drummers have exploded. And I've only had regretful sex with a few. I’m lucky. On the other hand, we never hit it big, but that’s a matter of pure chance.


UKN: If you had to pick 5 albums (or books) you consider fundamental, which would you choose?

PB: I could listen to these records on a loop from now til I die:

The Velvet Underground and Nico, White Light/White Heat by the Velvet Underground

Songs of Love and Death by Leonard Cohen

Nilsson Schmilsson by Harry Nilsson

Pet Sounds by The Beach Boys

Listen to Patrick Bower's music through bandcamp. You can get in touch with him on twitter

(traduzione in italiano dopo il break)